Sustainable Management of Events in a Experiential Perspective

di Gian Luca Gregori, Tonino Pencarelli, Valerio Temperini, Simone Splendiani and Fabio Forlani

in The Experience Logic as a New Perspective for Marketing Management (Pencarelli T., Forlani F., Eds) Springer, 2018

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ABSTRACT

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Il ruolo della Bandiera Arancione per la valorizzazione dei piccoli comuni dell’entroterra

di Tonino Pencarelli, Claudia Fraboni and Simone Splendiani

Il capitale culturale – Studies on the Value of Cultural Heritage (PDF)

ABSTRACT

Obiettivo del lavoro è illustrare l’efficacia dei marchi ambientali nella valorizzazione dei piccoli comuni dell’entroterra, sia dal punto di vista della comunicazione turistica che da quello della qualità del territorio. La ricerca si focalizza sulla Regione Marche. Si analizzano le modalità di sfruttamento e valorizzazione del marchio Bandiera Arancione di tutti i comuni che hanno ricevuto il riconoscimento, oltre che la percezione degli enti locali circa le performance turistico-ambientali conseguite grazie ad esso. L’indagine è stata svolta somministrando un questionario (metodo CAWI) ai referenti dei 19 comuni Bandiera Arancione 2014. Dallo studio emerge come essi non sfruttino appieno le potenzialità offerte dalla certificazione, sia in termini di co-branding che di coinvolgimento degli stakeholders, ma riconoscano, tuttavia, l’importanza strategica rispetto alle finalità che l’adesione a Bandiera Arancione si propone di raggiungere a beneficio del territorio.

The main purpose of this paper was to determine the extent to which environmental awards may help enhancing the small-towns heritage. Focus was set on the Orange Flag to understand if municipalities properly take advantage of the award both in their communication policies and in the sustainable development of their territory. The survey was based on a questionnaire (CAWI method) forwarded to the 2014 Orange. Flag municipalities in the Marche region. The research revealed that municipalities do not take full advantage of the possibilities provided by the award mainly in terms of co-branding and stakeholders’ involvement. Even if they recognize great validity to the programme, the findings raised in this paper suggest a more effi cient use of the award. In particular, a better use of co-branding policies and a wider sharing of sustainability issues are suggested.

The sustainable management of museum: an italian perspective

by Tonino Pencarelli, Mara Cerquetti and Simone Splendiani

Tourism and Hospitality Management, Vol 22 No,1

ABSTRACT

Purpose – The theme of sustainability in museums has not been sufficiently explored in the international literature on cultural heritage management as well as few museums are already involved in programs to promote sustainable development. Considering this gap, the purpose of this study is twofold. Firstly, to provide a conceptual model applying the principles of sustainable development to the enhancement of cultural heritage and, secondly, to analyze the case of Marche Region.

Design – After analysing the three dimensions of sustainability – environmental, social and economic – and their possible application to museum management, the research tested the theoretical assumptions through an exploratory qualitative/ quantitative survey.

Methodology –The structured questionnaire was submitted to a sample of museums and consisted of a wide range of questions, primarily, although not exclusively, quantitative, which examined both museum management and sustainability orientation.

Approach – The analysis focused on two different dimensions: the first aimed at understanding the perception of sustainability and the value of its components, the second aimed at investigating museums’ willingness and reasons to engage in concrete sustainability-oriented actions.

Finding – The field research showed Marche Region’s museums have a full awareness of the benefits of sustainable management. However, the lack of a managerial approach to the museums’ development compromises their ability to transfer this orientation in operational policies.

Originality of research – The paper provides a multidimensional model for measuring the level of museum sustainability, able to analyze cultural and behavioral components. This analysis identifies possible areas of intervention for regional policies aimed at improving sustainability orientation of museums.

Le certificazioni ambientali e di qualità delle destinazioni turistiche: il panorama italiano

di Simone Splendiani

in Comunicare le destinazioni balneari: il ruolo della Bandiera Blu in Italia, Tonino Pencarelli (a cura di), Franco Angeli, 2015.

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Il capitolo offre una rassegna dei principali marchi ambientali e di qualità, secondo un’accezione ampia che comprende tutte le forme di certificazione destinate agli enti locali, anche di diversa natura, ma unite dalla valenza comunicativa e dai valori ambientali e di sostenibilità che mirano a rappresentare:

  • la certificazione ISO 14001 (§ 2.2);
  • il regolamento EMAS (§ 2.3):
  • la Bandiera Blu (2.4);
  • la Bandiera Arancione del Touring Club Italia (§ 2.5);
  • I Borghi più Belli d’Italia (§ 2.6);
  • i siti Patrimonio Mondiale dell’Umanità (§ 2.7);
  • i Borghi Autentici d’Italia (§ 2.8);
  • le Vele di Legambiente (§ 2.9);
  • le Città Slow di Slow Food (§ 2.10);
  • la Bandiera Verde Agricoltura (§ 2.11);
  • il premio Città per il Verde (§ 2.12).

L’intento del capitolo è quello di offrire un quadro generale ed orientativo utile a studiosi e policy maker, senza tuttavia la pretesa di esaustività. Inoltre, il capitolo intende collocare il ruolo di Bandiera Blu nell’ampio contesto delle certificazioni ambientali al fine di metterne in luce l’abbondanza. Ciò se da un lato offre alle destinazioni un ampio spettro di strumenti per migliorare la sostenibilità dell’offerta, dall’altro rischia di disorientare turisti, policy maker e operatori nella comprensione del valore sotteso a ciascuna certificazione.

Eco-design e sostenibilità nella nautica da diporto: il caso della regione Marche

by Tonino Pencarelli, Simone Splendiani and Mauro Dini

Sinergine, n. 94, Maggio-Agosto 2014.

ABSTRACT

Obiettivo del paper: Obiettivo dello studio è valutare il grado di orientamento alla sostenibilità delle imprese appartenenti al sistema del valore della nautica da diporto della Regione Marche, sia in termini di consapevolezza strategica che di effettive politiche operative attuate.
Metodologia: Lo studio è stato effettuato applicando un modello concettuale volto a valutare l’orientamento alla sostenibilità (sustainability orientation) delle imprese osservate, attraverso un’indagine prettamente qualitativa. La raccolta dati è stata effettuata attraverso differenti canali: interviste semi-strutturate e analisi documentale.
Risultati: Dall’indagine emerge come le imprese terminali (ovvero quelle a contatto con il cliente finale) si dimostrino maggiormente consapevoli rispetto ai temi della sostenibilità delle imprese che operano a monte della filiera, potendo essere quindi definite come imprese sustainability oriented secondo il modello teorico di riferimento. Lo studio mostra la necessità di una maggiore integrazione delle imprese di fase nei processi di eco-design.
Limiti della ricerca: I maggiori limiti ascrivibili al lavoro riguardano la limitatezza del campione, ovvero l’impossibilità di compiere generalizzazioni, oltre che la mancanza di un’analisi longitudinale, volta a cogliere i cambiamenti dei comportamenti strategici nel tempo.
Implicazioni pratiche: Il successo competitivo nella nautica da diporto dei prossimi anni dovrà fondarsi, oltre che sulle tradizionali fonti di vantaggio competitivo del settore, sulla capacità di realizzare imbarcazioni attente all’eco-compatibilità ed alla minimizzazione dell’impatto ambientale in ogni fase del suo ciclo vita.
Originalità del lavoro: L’originalità del paper risiede nel proporre un modello sintetico di analisi del grado di orientamento alla sostenibilità delle imprese della nautica, comprensivo del concetto di eco-design, per uno sviluppo sostenibile che coinvolga l’intero sistema del valore della nautica da diporto.

La gestione sostenibile dei musei: profili concettuali ed evidenze empiriche dalla regione Marche

by Tonino Pencarelli, Mara Cerquetti and Simone Splendiani

Economia dei Servizi. Mercati Istituzioni Management, n.1/2013.

ABSTRACT

Nell’ambito di una crescente attenzione alla cultura della sostenibilità, nel 2003 il giornalista Flemmich Webb osservava sulle pagine del «Museum Journal» come tutti parlassero di sostenibilità ad eccezione dei musei («Everyone is talking about sustainability. Except museums»). A distanza di pochi anni la situazione non sembra essere cambiata di molto (Museum Association, 2010): nonostante i potenziali benefici che ne potrebbero derivare per le organizzazioni museali, oltre che per le comunità locali, a livello internazionale ancora pochi sono i musei impegnati in programmi e attività per promuovere lo sviluppo sostenibile (Sutter, 2006, pp. 204-205).

Certamente, soprattutto tra i complessi di più recente istituzione, non mancano veri e propri esempi di green museums progettati per ridurre al massimo l’impatto ambientale; tuttavia, non di minore importanza sono le questioni alle quali i musei potrebbero prestare maggiore attenzione. Analizzando i consumi energetici, ad esempio, si evince che i grandi musei di rilievo internazionale occupano edifici altamente energivori, spesso completamente privi di luce naturale, fittamente cablati, totalmente condizionati e dotati di complessi apparati di monitoraggio e sicurezza, nonché di servizi di ristorazione che producono non pochi rifiuti da smaltire (Civita, 2011, p. 36). Come se non bastasse, in queste strutture, per far spazio ai nuovi, i vecchi allestimenti e spazi espositivi vengono spesso distrutti con scarsa attenzione al riuso o al riciclo dei materiali (Museum Association, 2008). La situazione non migliora se si prendono in esame i musei italiani, nella maggioranza dei casi ospitati in edifici storici in cui effettuare adeguamenti strutturali per incrementare l’efficienza energetica comporta problemi di non facile soluzione, per le esigenze di tutela del contenitore, oltre che per gli elevati costi di impianto.

Considerando più ampiamente la sostenibilità nelle sue tre dimensioni (economica, sociale e ambientale), la questione diviene ancora più complessa. Una recente ricerca sui musei (Burton, Scott, 2003) pone l’accento sul fatto che, a fronte dell’aumento del numero di musei a cui si è assistito a partire dagli anni ’90 del Novecento, il pubblico dei musei non sia aumentato, né si sia assistito ad una diversificazione del profilo dei visitatori (contraddistinto sempre da un reddito medio-alto e da un alto livello di istruzione). Anzi, proprio negli anni della crescente attenzione al tema della sostenibilità, il numero dei visitatori sembra essere diminuito. È questo un dato molto preoccupante, se si pensa che la sostenibilità di un museo dipende dalla sua capacità di creare valore nel lungo periodo per tutti i suoi stakeholders, visitatori in primis (Koster, Falk 2007; Montella, 2009b).

La sostenibilità potrebbe offrire grandi opportunità per i musei, sia suggerendo modalità innovative per interpretare e comunicare le collezioni e raggiungere un pubblico più ampio, sia fornendo nuove ed efficaci soluzioni per la gestione delle relazioni con gli stakeholders locali, oltre che delle collezioni (Merriman, 2008). La cultura della sostenibilità garantirebbe, inoltre, un miglior uso delle risorse e maggiore responsabilità sociale (Museum Association, 2008, p. 5).

Partendo da questi presupposti, il presente lavoro, nella prima parte, cerca di inquadrare le diverse dimensioni della sostenibilità, adeguandole alle esigenze, all’attività e alle finalità dei musei e prendendo in esame sia i principali contributi scientifici sull’argomento sia lo stato dell’arte della loro applicazione in ambito museale, con particolare riferimento alle specifiche problematiche del caso italiano.

Nella seconda parte, invece, vengono riportati i risultati di una ricerca esplorativa condotta nel 2011 su un campione di musei della regione Marche, esempio paradigmatico della realtà museale del centro Italia, dove predominano istituti di piccole dimensioni e limitata fama, per lo più di proprietà pubblica (spesso civica) e non dotati di autonomia gestionale, con sede in edifici storici e ulteriori vincoli strutturali di non scarsa rilevanza. Pur trovando una fonte di potenziale vantaggio competitivo nello stretto legame storico-culturale con il territorio circostante e costituendo un asset distintivo, capace di attrarre nuovi e crescenti segmenti di turisti interessati alla cultura dei luoghi, tali istituti hanno potenzialità non ancora adeguatamente sviluppate e, conseguentemente, forniscono uno scarso contributo allo sviluppo sostenibile dei territori che li ospita.

L’obiettivo dell’indagine qui presentata è duplice: (1) da un lato, indagare luci ed ombre del modello di governance del sistema museale marchigiano ai fini dello sviluppo sostenibile dei musei e, (2) dall’altro, nell’ottica dello sviluppo, in particolar modo turistico, sostenibile, analizzare l’orientamento alla sostenibilità dei singoli istituti museali, secondo un modello di misurazione che si compone di due dimensioni distinte, seppure intimamente correlate: la prima, di natura culturale, è relativa alla consapevolezza dei referenti dei musei circa il significato stesso di sviluppo turistico sostenibile e alla loro propensione ad investire in politiche per la sostenibilità; la seconda, di tipo comportamentale, riguarda l’effettiva attuazione delle politiche operative volte alla sostenibilità (Pencarelli, Splendiani, 2011a). Dall’intensità delle due dimensioni è possibile determinare il livello di sustainability orientation, intesa come la capacità di porre al centro dell’azione manageriale i principi e le prescrizioni della sostenibilità e – per questa via – raggiungere la soddisfazione degli stakeholders.

In questa fase non prenderemo, invece, in esame le politiche turistiche e il ruolo che assegnano al patrimonio culturale della regione, aspetto su cui si potrebbe concentrare l’ulteriore sviluppo della ricerca.

Sustainability orientation delle imprese della nautica da diporto: il caso della Regione Marche

by Tonino Pencarelli, Simone Splendiani and Mauro Dini

XXV Convegno Annuale Sinergie, Ancona (Italy), October 24-25, 2013.

ABSTRACT

Obiettivo: Obiettivo dello studio è valutare il grado di orientamento alla sostenibilità delle imprese appartenenti al sistema del valore della nautica da diporto della Regione Marche, sia intermini di consapevolezza strategica che di effettive politiche operative attuate.
Metodologia: Lo studio è stato effettuato applicando un modello concettuale volto a valutare l’orientamento alla sostenibilità (sustainability orientation) delle imprese osservate, attraverso un’indagine prettamente qualitativa. La raccolta dati è stata effettuata attraverso differenti canali: interviste semi-strutturate e analisi documentale.
Risultati: Dall’indagine emerge come le imprese terminali (ovvero quelle a contatto con il cliente finale) si dimostrino maggiormente consapevoli rispetto ai temi della sostenibilità rispetto alle imprese che operano a monte della filiera, potendo essere quindi definite come imprese sustainability oriented secondo il modello teorico di riferimento. Lo studio mostra la necessità di una maggiore integrazione delle imprese di fase nei processi di eco-design.
Limiti della ricerca: I maggiori limiti ascrivibili al lavoro riguardano la limitatezza del campione, ovvero l’impossibilità di compiere generalizzazioni, oltre che la mancanza di un’analisi longitudinale, volta a cogliere i cambiamenti dei comportamenti strategici nel tempo.
Implicazioni pratiche: Il successo competitivo nella nautica da diporto dei prossimi anni dovrà fondarsi, oltre che sulle tradizionali fonti di vantaggio competitivo del settore, sulla capacità di realizzare imbarcazioni attente all’eco-compatibilità ed alla minimizzazione dell’impatto ambientale in ogni fase del suo ciclo vita.
Originalità del lavoro: L’originalità del paper risiede nel proporre un modello sintetico di analisi del grado di orientamento alla sostenibilità delle imprese della nautica, comprensivo del concetto di eco-design, per uno sviluppo sostenibile che coinvolga l’intero sistema del valore della nautica da diporto.