Il ruolo della Bandiera Arancione per la valorizzazione dei piccoli comuni dell’entroterra

di Tonino Pencarelli, Claudia Fraboni and Simone Splendiani

Il capitale culturale – Studies on the Value of Cultural Heritage (PDF)

ABSTRACT

Obiettivo del lavoro è illustrare l’efficacia dei marchi ambientali nella valorizzazione dei piccoli comuni dell’entroterra, sia dal punto di vista della comunicazione turistica che da quello della qualità del territorio. La ricerca si focalizza sulla Regione Marche. Si analizzano le modalità di sfruttamento e valorizzazione del marchio Bandiera Arancione di tutti i comuni che hanno ricevuto il riconoscimento, oltre che la percezione degli enti locali circa le performance turistico-ambientali conseguite grazie ad esso. L’indagine è stata svolta somministrando un questionario (metodo CAWI) ai referenti dei 19 comuni Bandiera Arancione 2014. Dallo studio emerge come essi non sfruttino appieno le potenzialità offerte dalla certificazione, sia in termini di co-branding che di coinvolgimento degli stakeholders, ma riconoscano, tuttavia, l’importanza strategica rispetto alle finalità che l’adesione a Bandiera Arancione si propone di raggiungere a beneficio del territorio.

The main purpose of this paper was to determine the extent to which environmental awards may help enhancing the small-towns heritage. Focus was set on the Orange Flag to understand if municipalities properly take advantage of the award both in their communication policies and in the sustainable development of their territory. The survey was based on a questionnaire (CAWI method) forwarded to the 2014 Orange. Flag municipalities in the Marche region. The research revealed that municipalities do not take full advantage of the possibilities provided by the award mainly in terms of co-branding and stakeholders’ involvement. Even if they recognize great validity to the programme, the findings raised in this paper suggest a more effi cient use of the award. In particular, a better use of co-branding policies and a wider sharing of sustainability issues are suggested.

Annunci

Eco-design e sostenibilità nella nautica da diporto: il caso della regione Marche

by Tonino Pencarelli, Simone Splendiani and Mauro Dini

Sinergine, n. 94, Maggio-Agosto 2014.

ABSTRACT

Obiettivo del paper: Obiettivo dello studio è valutare il grado di orientamento alla sostenibilità delle imprese appartenenti al sistema del valore della nautica da diporto della Regione Marche, sia in termini di consapevolezza strategica che di effettive politiche operative attuate.
Metodologia: Lo studio è stato effettuato applicando un modello concettuale volto a valutare l’orientamento alla sostenibilità (sustainability orientation) delle imprese osservate, attraverso un’indagine prettamente qualitativa. La raccolta dati è stata effettuata attraverso differenti canali: interviste semi-strutturate e analisi documentale.
Risultati: Dall’indagine emerge come le imprese terminali (ovvero quelle a contatto con il cliente finale) si dimostrino maggiormente consapevoli rispetto ai temi della sostenibilità delle imprese che operano a monte della filiera, potendo essere quindi definite come imprese sustainability oriented secondo il modello teorico di riferimento. Lo studio mostra la necessità di una maggiore integrazione delle imprese di fase nei processi di eco-design.
Limiti della ricerca: I maggiori limiti ascrivibili al lavoro riguardano la limitatezza del campione, ovvero l’impossibilità di compiere generalizzazioni, oltre che la mancanza di un’analisi longitudinale, volta a cogliere i cambiamenti dei comportamenti strategici nel tempo.
Implicazioni pratiche: Il successo competitivo nella nautica da diporto dei prossimi anni dovrà fondarsi, oltre che sulle tradizionali fonti di vantaggio competitivo del settore, sulla capacità di realizzare imbarcazioni attente all’eco-compatibilità ed alla minimizzazione dell’impatto ambientale in ogni fase del suo ciclo vita.
Originalità del lavoro: L’originalità del paper risiede nel proporre un modello sintetico di analisi del grado di orientamento alla sostenibilità delle imprese della nautica, comprensivo del concetto di eco-design, per uno sviluppo sostenibile che coinvolga l’intero sistema del valore della nautica da diporto.

Regional Tourism Planning: the case of the Marche region (Italy)

Simone Splendiani

2nd International Conference on Contemporary ICCM, Atene (Greece), June 18-20, 2014.

ABSTRACT

This paper analyzes the tourism planning of the Marche Region in the period 2012-2014, through the methodology of the case study analysis. The originality of the paper lies in the longitudinal observation of a regional tourism planning process over a congruous period of time – three years – in order to assess the critical issues and their evolution. The case examined is of considerable interest because  the Marche regional tourism planning has undergone significant changes in both organizational and strategic aspects. This has occurred within a very uncertain national regulatory system and  the need to cope with growing competitive pressure in the global tourism market. Despite the limitations of the study, it offers some interesting insight on the Italian tourism planning process, characterized by a multitude of actors involved and the difficulties of coordinating the public and private sectors.

La gestione sostenibile dei musei: profili concettuali ed evidenze empiriche dalla regione Marche

by Tonino Pencarelli, Mara Cerquetti and Simone Splendiani

Economia dei Servizi. Mercati Istituzioni Management, n.1/2013.

ABSTRACT

Nell’ambito di una crescente attenzione alla cultura della sostenibilità, nel 2003 il giornalista Flemmich Webb osservava sulle pagine del «Museum Journal» come tutti parlassero di sostenibilità ad eccezione dei musei («Everyone is talking about sustainability. Except museums»). A distanza di pochi anni la situazione non sembra essere cambiata di molto (Museum Association, 2010): nonostante i potenziali benefici che ne potrebbero derivare per le organizzazioni museali, oltre che per le comunità locali, a livello internazionale ancora pochi sono i musei impegnati in programmi e attività per promuovere lo sviluppo sostenibile (Sutter, 2006, pp. 204-205).

Certamente, soprattutto tra i complessi di più recente istituzione, non mancano veri e propri esempi di green museums progettati per ridurre al massimo l’impatto ambientale; tuttavia, non di minore importanza sono le questioni alle quali i musei potrebbero prestare maggiore attenzione. Analizzando i consumi energetici, ad esempio, si evince che i grandi musei di rilievo internazionale occupano edifici altamente energivori, spesso completamente privi di luce naturale, fittamente cablati, totalmente condizionati e dotati di complessi apparati di monitoraggio e sicurezza, nonché di servizi di ristorazione che producono non pochi rifiuti da smaltire (Civita, 2011, p. 36). Come se non bastasse, in queste strutture, per far spazio ai nuovi, i vecchi allestimenti e spazi espositivi vengono spesso distrutti con scarsa attenzione al riuso o al riciclo dei materiali (Museum Association, 2008). La situazione non migliora se si prendono in esame i musei italiani, nella maggioranza dei casi ospitati in edifici storici in cui effettuare adeguamenti strutturali per incrementare l’efficienza energetica comporta problemi di non facile soluzione, per le esigenze di tutela del contenitore, oltre che per gli elevati costi di impianto.

Considerando più ampiamente la sostenibilità nelle sue tre dimensioni (economica, sociale e ambientale), la questione diviene ancora più complessa. Una recente ricerca sui musei (Burton, Scott, 2003) pone l’accento sul fatto che, a fronte dell’aumento del numero di musei a cui si è assistito a partire dagli anni ’90 del Novecento, il pubblico dei musei non sia aumentato, né si sia assistito ad una diversificazione del profilo dei visitatori (contraddistinto sempre da un reddito medio-alto e da un alto livello di istruzione). Anzi, proprio negli anni della crescente attenzione al tema della sostenibilità, il numero dei visitatori sembra essere diminuito. È questo un dato molto preoccupante, se si pensa che la sostenibilità di un museo dipende dalla sua capacità di creare valore nel lungo periodo per tutti i suoi stakeholders, visitatori in primis (Koster, Falk 2007; Montella, 2009b).

La sostenibilità potrebbe offrire grandi opportunità per i musei, sia suggerendo modalità innovative per interpretare e comunicare le collezioni e raggiungere un pubblico più ampio, sia fornendo nuove ed efficaci soluzioni per la gestione delle relazioni con gli stakeholders locali, oltre che delle collezioni (Merriman, 2008). La cultura della sostenibilità garantirebbe, inoltre, un miglior uso delle risorse e maggiore responsabilità sociale (Museum Association, 2008, p. 5).

Partendo da questi presupposti, il presente lavoro, nella prima parte, cerca di inquadrare le diverse dimensioni della sostenibilità, adeguandole alle esigenze, all’attività e alle finalità dei musei e prendendo in esame sia i principali contributi scientifici sull’argomento sia lo stato dell’arte della loro applicazione in ambito museale, con particolare riferimento alle specifiche problematiche del caso italiano.

Nella seconda parte, invece, vengono riportati i risultati di una ricerca esplorativa condotta nel 2011 su un campione di musei della regione Marche, esempio paradigmatico della realtà museale del centro Italia, dove predominano istituti di piccole dimensioni e limitata fama, per lo più di proprietà pubblica (spesso civica) e non dotati di autonomia gestionale, con sede in edifici storici e ulteriori vincoli strutturali di non scarsa rilevanza. Pur trovando una fonte di potenziale vantaggio competitivo nello stretto legame storico-culturale con il territorio circostante e costituendo un asset distintivo, capace di attrarre nuovi e crescenti segmenti di turisti interessati alla cultura dei luoghi, tali istituti hanno potenzialità non ancora adeguatamente sviluppate e, conseguentemente, forniscono uno scarso contributo allo sviluppo sostenibile dei territori che li ospita.

L’obiettivo dell’indagine qui presentata è duplice: (1) da un lato, indagare luci ed ombre del modello di governance del sistema museale marchigiano ai fini dello sviluppo sostenibile dei musei e, (2) dall’altro, nell’ottica dello sviluppo, in particolar modo turistico, sostenibile, analizzare l’orientamento alla sostenibilità dei singoli istituti museali, secondo un modello di misurazione che si compone di due dimensioni distinte, seppure intimamente correlate: la prima, di natura culturale, è relativa alla consapevolezza dei referenti dei musei circa il significato stesso di sviluppo turistico sostenibile e alla loro propensione ad investire in politiche per la sostenibilità; la seconda, di tipo comportamentale, riguarda l’effettiva attuazione delle politiche operative volte alla sostenibilità (Pencarelli, Splendiani, 2011a). Dall’intensità delle due dimensioni è possibile determinare il livello di sustainability orientation, intesa come la capacità di porre al centro dell’azione manageriale i principi e le prescrizioni della sostenibilità e – per questa via – raggiungere la soddisfazione degli stakeholders.

In questa fase non prenderemo, invece, in esame le politiche turistiche e il ruolo che assegnano al patrimonio culturale della regione, aspetto su cui si potrebbe concentrare l’ulteriore sviluppo della ricerca.

Sustainability orientation delle imprese della nautica da diporto: il caso della Regione Marche

by Tonino Pencarelli, Simone Splendiani and Mauro Dini

XXV Convegno Annuale Sinergie, Ancona (Italy), October 24-25, 2013.

ABSTRACT

Obiettivo: Obiettivo dello studio è valutare il grado di orientamento alla sostenibilità delle imprese appartenenti al sistema del valore della nautica da diporto della Regione Marche, sia intermini di consapevolezza strategica che di effettive politiche operative attuate.
Metodologia: Lo studio è stato effettuato applicando un modello concettuale volto a valutare l’orientamento alla sostenibilità (sustainability orientation) delle imprese osservate, attraverso un’indagine prettamente qualitativa. La raccolta dati è stata effettuata attraverso differenti canali: interviste semi-strutturate e analisi documentale.
Risultati: Dall’indagine emerge come le imprese terminali (ovvero quelle a contatto con il cliente finale) si dimostrino maggiormente consapevoli rispetto ai temi della sostenibilità rispetto alle imprese che operano a monte della filiera, potendo essere quindi definite come imprese sustainability oriented secondo il modello teorico di riferimento. Lo studio mostra la necessità di una maggiore integrazione delle imprese di fase nei processi di eco-design.
Limiti della ricerca: I maggiori limiti ascrivibili al lavoro riguardano la limitatezza del campione, ovvero l’impossibilità di compiere generalizzazioni, oltre che la mancanza di un’analisi longitudinale, volta a cogliere i cambiamenti dei comportamenti strategici nel tempo.
Implicazioni pratiche: Il successo competitivo nella nautica da diporto dei prossimi anni dovrà fondarsi, oltre che sulle tradizionali fonti di vantaggio competitivo del settore, sulla capacità di realizzare imbarcazioni attente all’eco-compatibilità ed alla minimizzazione dell’impatto ambientale in ogni fase del suo ciclo vita.
Originalità del lavoro: L’originalità del paper risiede nel proporre un modello sintetico di analisi del grado di orientamento alla sostenibilità delle imprese della nautica, comprensivo del concetto di eco-design, per uno sviluppo sostenibile che coinvolga l’intero sistema del valore della nautica da diporto.

The Sustainable Management of Museums: Theoretical Considerations and Empirical Evidence from Marche Region

by Tonino Pencarelli, Mara Cerquetti and Simone Splendiani

Marketing Places and Spaces. Shifting Tourist Flows, 5th Advances in Tourism Marketing Conference, Vilamoura (Portugal), October 2-4, 2013.

ABSTRACT

The theme of sustainability in museum management has not been sufficiently explored in the international literature as well as few museums are already involved in programs and activities to promote sustainable development (Civita, 2011; Museum Association, 2008).
Considering this gap, the purpose of this study is twofold. Firstly, to provide a conceptual model applying the principles of sustainable development to the enhancement of cultural heritage and, secondly, to analyze the case of Marche Region.
The field research aims both at analysing strengths and weaknesses of Regional Museum System and measuring museums’ sustainability orientation, according to the following questions:
– Do policies carried out by Marche Region contribute to the sustainable development of the Regional Diffused Museum System (Sistema Museo Diffuso)? Do these actions contribute to the competitiveness of Marche Region’s cultural attractions?
– Which is museums’ approach to environmental, social and economic sustainability? Which ecological measures have museums already adopted? Are museum networks able to achieve social and economic sustainability and promote new tourism flows?

Sustainability-Oriented Yachting Enterprises: Theoretical Considerations and Empirical Evidence from the Marche Region (Italy)

by Tonino Pencarelli, Simone Splendiani and Mauro Dini

International Journal of Business & Economics, Volume 9, Number 1, 2014.

presented at Cambridge Business & Economics Conference (CBEC), Cambridge (UK), July 2-3, 2013.

ABSTRACT

In recent years, the global economic crisis and the emergence of the paradigm of sustainability in the world of consumption also involves an industry apparently free from these dynamics, such as yachting, changing the competitive environment. Even Italian companies, leading manufacturers with creativity and technical skills, face new challenges related to the supply system, which require significant technical innovations, and to the relationship with the customer, increasingly
driven by issues surrounding sustainability in consumption processes.
This article describes the evolving relationship between the yachting industry and sustainability through an empirical study, based on a group of 30 companies in the Marche region, in order to understand the impact that the sustainability orientation of firms can have on strategies as well as on operational policies. Despite the limited number of firms included in our sample, this study shows the need for major steps to be taken toward a full awareness of entrepreneurs, and the need to grasp the opportunities related to the current changes in global demand for yachts. Success in the coming years will have to be built not only on the traditional sources of competitive advantage in the industry but also on the ability to produce watercraft that are on the high end of technological content and design (with customized accessories as well as superior speed and performance features) and are eco-friendly, too, thus minimizing their environmental
impact in every phase of their life cycle.